Sul palco da protagonisti, un’altra opportunità per riscoprire se stessi.
Curiosando nel sito della Urafiki Carovana School, hanno attirato la mia attenzione i frammenti di video del “Drama Showcase”, uno spettacolo andato in scena il 5 settembre e replicato il 12, che ha riscontrato molto successo. Piccoli e giovani protagonisti, decisamente impegnati e seriamente calati nelle loro parti, in divertenti dialoghi o in più complesse scene. Per saperne di più mi sono direttamente rivolta a Don Mattia, Preside della Urafiki.
“Il teatro è uno dei clubs a cui i bambini possono partecipare”, ha esordito Don Mattia. “Abbiamo introdotto il club circa tre anni fa. I bambini si ritrovano ogni settimana con un regista professionista e imparano le tecniche di recitazione. Il club è aperto a tutti i bambini, dalla prima alla nona classe. Attualmente ci sono circa settanta iscritti”
Rispetto allo spettacolo andato in scena all’inizio di settembre, Don Mattia ha precisato: “E’ diviso in tre parti: una recita corale dei bambini dalla prima alla quarta elementare affronta il tema dell’obbedienza ai genitori. Le classi quinta e sesta elementare hanno preparato una recita dedicata ai temi dell’amicizia e del bullismo. I ragazzi dalla settima alla nona classe si sono cimentati in uno spettacolo più corposo e tecnicamente più complesso, ripreso da un musical, diventato un film sudafricano, Serafina”. “Serafina” parla dell’apartheid e del ruolo svolto dai ragazzi nella tragica rivolta di Soweto del 16 giugno 1976. Non a caso in Africa, come ci ricorda il sito della Scuola, il 16 giugno ci si ferma per celebrare il Giorno del Bambino Africano. “Questa giornata importante commemora il coraggio di migliaia di bambini sudafricani che, nel 1976, si sono alzati per il loro diritto a un’istruzione di qualità. Il loro sacrificio ci ricorda che i bambini non sono semplicemente i leader del domani; oggi sono membri preziosi delle nostre comunità, meritevoli di dignità, protezione, amore e opportunità”.
Alla mia domanda sugli obiettivi che si propone la Urafiki con il club del teatro, Don Mattia ha proseguito: “Quel che ci importa di più è che scoprano un proprio talento, imparino a conoscersi di più e a sviluppare fiducia in se stessi quando parlano di fronte ad altri”.
“Ci sono stati un paio di loro che mi hanno davvero sorpreso durante lo spettacolo del 5 settembre” ha aggiunto Don Mattia, “Quando li incontri in giro per la scuola sono un po’ invisibili, timidi e magari non tra quelli che spiccano nella massa. Ma sul palco scopri che invece hanno una presenza, una grinta e una capacità di recitazione non indifferenti. Diventano più se stessi, è come se la loro vera personalità emergesse”. Lo stupore e la meraviglia di fronte al fiorire dei propri ragazzi. Il segno che il lavoro educativo ha fatto centro.
E noi, quale sguardo abbiamo sulla realtà? “Quale sguardo fissiamo nelle fabbriche, negli uffici, nelle scuole, ovunque noi andiamo? Vediamo la bellezza che può venire dalle ceneri? O siamo solo in grado di vedere le difficoltà, i problemi, gli intoppi?” Queste domande poste nell’introduzione a questa prima Newsletter ci provocano e ci spingono a raccontare fatti, volti, esperienze come queste, perché ogni volta ci mettano in moto e ci aiutino a intravedere le tante possibilità che la realtà ci offre. In questo caso l’avventura dell’educazione, in atto sul palco della scuola, come la vivono i nostri amici di Nairobi. Nella speranza che opportunità come quelle che vi raccontiamo possano essere offerte, grazie al nostro contributo alle Borse di studio, a un numero sempre più ampio di ragazzi, anche ai meno abbienti della periferia di Nairobi.
Federica Barile


