Note di vita dall’Urafiki Carovana School

Una nuova bandiera sventola all’entrata della Urafiki. Un concorso indetto all’inizio dell’anno ha decretato il disegno migliore. Accoglie chi voglia varcare la soglia di una realtà educativa che già si segnala a Nairobi come modello da imitare.

Mancano ancora tre mesi all’inizio delle vacanze estive e due agli esami di stato per gli studenti di sesta e nona dell’Urafiki. L’anno scolastico a queste latitudini inizia infatti a gennaio e le vacanze estive a partire appunto da novembre. Per ora i risultati delle bambine e dei bambini sono molto buoni e fanno ben sperare.

Tante le iniziative a tutto campo che vedono impegnati le ragazze e i ragazzi della Urafiki. 

“Scienza nella vita quotidiana: soluzioni semplici, soluzioni grandi”: a luglio la scuola ha ospitato la fiera scientifica su questo tema. Macchinario per semina, sistema di purificazione dell’acqua, televisione ecosostenibile. Questi sono solo alcuni dei progetti presentati da gruppi di ragazzi delle diverse classi.

Passiamo allo sport. Sempre a luglio si svolgono le fasi finali dei tornei a cui si sono qualificate le squadre di calcio, netball e basketball. 

In campo musicale, segnaliamo la partecipazione al Kenya Music Festival di bambine e bambini, approdati già al livello regionale con diversi pezzi.

Ma veniamo al fiore all’occhiello dell’Urafiki, l’inclusione. Torneremo con più ampio spazio su questo aspetto, così come dedicheremo nelle prossime newsletter degli approfondimenti sul tema della scuola. Per ora basti una testimonianza raccolta recentemente in un incontro organizzato, per la prima volta, con tutti i genitori (asilo, primaria, media) di bambini con disabilità. Una mamma di due bimbi con dislessia ha affermato di aver capito quanto l’unicità dei propri figli non sia un ostacolo ma una possibilità di arricchimento per la sua vita. 

Non stupisce allora che diverse scuole e personalità del Ministero dell’Educazione  del Kenya inizino a riferirsi alla Urafiki come a un esempio per la comunità. 

“Dai frutti li riconoscerete”. A noi non resta che guardare, ammirati e grati. E accompagnare con amicizia e solidarietà.

Federica Barile

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