2 battesimi inattesi, 1 nuova famiglia.

Iniziare, dal latino in, dentro, e ire, andare, letteralmente significa “andare dentro”. Un nuovo inizio è sempre un entrare in qualcosa di nuovo, e niente è piú nuovo della vita che inizia durante un battesimo. Per questo tutti gli anni quando festeggiamo il Natale con le famiglie dell’Ujiachilie e celebriamo anche i battesimi dell’anno, è sempre una grande festa.

Quest’anno anche il coro dei giovani della parrocchia si è unito per la messa, i canti sui materassini della terapia e le canzoni di Natale. Una grande festa per celebrare il Natale, la nascita di Gesù, e la nascita nella Chiesa di questi bambini, così bisognosi di una famiglia che li ama. Il battesimo è proprio questo inizio: entrare nella grande famiglia della Chiesa, dove si è amati così come siamo, per sempre e ovunque saremo.

I due bambini battezzati quest’anno non parlano, però sorridono. Laikisha e Clavin sono figli di Dio, fratelli di Gesù, parte del suo corpo nel mondo e per questo hanno una vita preziosa e grande. Lo si vede dal fatto che seppure non parlino, oggi in Chiesa, per loro, ci sono tante persone. Pochi familiari, ma tanti amici della nostra comunità. Questi sono i frutti della loro presenza silenziosa, ma impossibile da non notare, come spesso accade ai bambini affetti da paralisi celebrale.

Le foto sono più eloquenti delle parole. Il clima è quello gioioso di una grande celebrazione. Vecchi amici sono tornati dopo mesi ancora ringraziando per le terapie ricevute, altri nuovi sono contenti per questa festa inaspettata. Ognuno si sente a casa, perché la casa è dove c’è famiglia e per tanti di loro questa comunità è la nuova famiglia, come per Calvin e Laikisha. La famiglia dei figli di Dio.

Don Daniele Bonanni

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