A proposito di “un popolo che costruisce”…
In occasione dei miei 50 anni, mentre organizzavo la festa insieme a mio marito, ho pensato che sarebbe stato più utile e significativo chiedere agli amici un gesto diverso: nessun regalo, ma una donazione a Zawadi. Ho scelto questa associazione non solo per la stima verso la realtà che sostiene, ma anche per il legame di amicizia che ci unisce a don Daniele e alla sua famiglia. Mi è sembrata una buona occasione anche per farla conoscere ad altre persone.
Qualche anno fa un pensiero del genere non mi avrebbe sfiorato; anzi, quando vedevo altri fare scelte simili, le consideravo nobili ma lontane dal mio modo di essere.
Oggi, però, qualcosa è cambiato. Frequentare tanti amici che vivono la carità in diverse forme ha contagiato in qualche modo me e mio marito. Il cammino fatto insieme fino ad ora ha iniziato a mettere ogni cosa al suo posto, aiutandoci a dare il giusto valore alle cose e rendere quasi naturale questa scelta.
Forse, mi auguro, iniziamo a fare un po’ nostra la frase di don Giussani:
“Il fine della caritativa non è quello di risolvere i problemi della società, ma quello di educare noi stessi alla gratuità, cioè a concepire la vita come dono.“
Flavia Chillè


