Noi siamo doni unici e irripetibili.
Un popolo che costruisce, insieme.

Io sono un dono unico e irripetibile”: questo uno dei temi più significativi scelti dagli educatori della Urafiki Carovana School come linea portante della didattica della scuola. E può fare riflettere anche noi.

Ogni persona è un valore, ha talenti naturali e potenziali abilità. Ogni persona è un dono per il mondo, regalato dal Creatore gratuitamente. Ogni tipo di difficoltà può essere superato per far fruttificare i propri talenti. La comunità educante dell’Urafiki propone a questo proposito all’attenzione delle studentesse e dei giovani studenti due storie esemplari.

Quella di Wangari Maathai, prima donna africana a vincere il Premio Nobel per la pace nel 2004. Ambientalista e voce simbolo delle migliori forze africane e della lotta per promuovere la pace e il benessere del continente, nasce in Kenia negli anni 40 del secolo scorso, quando le figlie dei contadini non andavano a scuola.  Un fratello crede nei suoi talenti e convince la madre a lasciare che lei frequenti le elementari del villaggio. Così incomincerà il percorso di Wangari, che, grazie all’impegno e alla determinazione, sarà la prima donna centroafricana a conseguire una Laurea in Scienze biologiche e a ottenere una cattedra in Veterinaria all’Università di Nairobi. Il suo interesse si allargherà poi ai diritti umani, in particolare incoraggiando soprattutto le donne africane a battersi per una vita migliore.

Ma anche la storia di Tom Holland, l’attore britannico celebre per il ruolo di Spider-Man, ha molto da insegnare. Ha raccontato di aver lottato fin dall’infanzia per leggere e per parlare a causa della dislessia e di disturbi dell’apprendimento. Nonostante ciò, lavorando duramente, è diventato un attore riconosciuto a livello internazionale. In una recente intervista ha poi offerto un consiglio nato dalla sua esperienza, invitando sia i giovani che gli adulti a interagire il più possibile con tutto ciò che costringe ad essere creativi e a pensare fuori dagli schemi, apportando modifiche che potrebbero non essere presenti in un manuale di istruzioni.

Essere unici non significa necessariamente essere famosi, ma fare qualcosa di significativo che contribuisca a migliorare la comunità in cui viviamo. Anche le più piccole abilità possono avere un potente impatto sugli altri: una parola gentile, un gesto di aiuto o incoraggiamento, possono cambiare la giornata di chi incontriamo ogni giorno. Ognuno di noi può essere la ragione per cui qualcuno sorriderà in un giorno difficile.

Pensarsi come doni migliora se stessi, aiuta nella crescita personale. E’ vero siamo diversi, con diversi talenti, abilità e prospettive. Ma c’è sempre qualcosa che ci unisce. Quando si lavora insieme mettendo in gioco i propri doni nascono idee e soluzioni. La collaborazione aiuta le comunità a diventare più forti e permette ai diversi talenti di combinarsi in modo straordinario. Un monito fondamentale per una cultura come quella africana che non mette l’accento sull’individuo, che progetta e costruisce, “muovendosi insieme”. Ma anche un importante richiamo per noi. Umoja ni nguvu: unità è forza.

Federica Barile

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