Ricordate ? Ci vediamo a teatro!

Nel 2025 Pier Giorgio Frassati è stato proclamato santo, a 100 anni dalla sua morte. Figlio della borghesia torinese — la madre pittrice, il padre direttore e proprietario del quotidiano «La Stampa», ambasciatore d’Italia a Berlino e senatore —, Pier Giorgio scelse di spendersi con i poveri di Torino, visitando le soffitte della città, assistendo malati e diseredati, ma anche impegnandosi nello studio universitario e nella vita politica, iscrivendosi al Partito Popolare Italiano. Spirito contemplativo oltre che attivo, fu anche un appassionato scalatore e sciatore. Morì all’improvviso, a 24 anni, dopo pochi giorni di malattia, a causa di poliomielite fulminante, probabilmente contratta in una delle soffitte in cui prestava il suo servizio di carità.
La Compagnia Exire mette in scena, nella forma del teatro, una domanda che molti si posero nei giorni successivi al funerale di Pier Giorgio Frassati (1901-1925): chi era veramente quel giovane di ricca famiglia, che scelse una vita di carità e preghiera nel silenzio e nel nascondimento? Persino il padre, la madre e la sorella, così come numerosi amici, si resero conto solo al momento del funerale della vera personalità di Pier Giorgio. Su di lui si interrogarono anche Giovanni Battista Montini, poi papa Paolo VI, e Filippo Turati (fondatore del Partito Socialista italiano), giornalisti e gente comune. 

In fondo, quello che ricorreva in tante testimonianze, era che Pier Giorgio era stato, semplicemente, un uomo, un uomo profondo, vero, concreto, non un modello astratto di fede. Come scrisse Montini: coloro che accorsero al funerale «hanno visto che era un uomo».
Anche sulla scena, tre personaggi (la sorella, un amico, una donna povera) cercano di interrogarsi sull’identità di Pier Giorgio, pochi giorni dopo il suo funerale. In un dialogo teso tra smarrimento e curiosità, attori e attrici incarnano classi sociali, ispirazioni, dubbi diversi, tutti volti a scoprire ‘il segreto di Pier Giorgio’. Fino all’epilogo, in cui prende la scena, appunto, il padre di Pier Giorgio, uomo scosso e forse incapace di comprendere le ragioni del figlio. Così, accanto ai drammi della Storia del Novecento, nello spettacolo prende vita anche un complesso mondo di relazioni familiari, ci si interroga su cosa voglia dire essere fratelli e sorelle, essere madri e padri, essere figli. Ieri come oggi. “Hanno visto che era un uomo” è uno spettacolo in cui il pubblico potrà scoprire la personalità semplice e profonda del giovane santo torinese che scelse di spendere la sua vita con allegria e convinzione, nella fede e nel silenzio, non incarnando i ‘valori’ che il padre avrebbe voluto imporgli, come un novello Francesco d’Assisi catapultato nella città industriale del primo Novecento.

Corrado Bagnoli 

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