Scuola: un luogo dove sono guardato.
Un ponte tra terra e cielo.
A proposito di incominciare: all’Urafiki Carovana School di Nairobi l’anno scolastico è iniziato lunedì 5 gennaio, con un incontro per lo staff. Salutarsi, mangiare insieme, darsi, insegnanti e personale scolastico, le linee guida da perseguire insieme. Il tema dell’anno sarà “Scuola: un luogo dove sono guardato”. Il tema della centralità della persona, il cui valore è dato dall’essere a immagine e somiglianza di Dio, al di là del rendimento scolastico, del successo e dei soldi. Far crescere i ragazzi come persone. Persone che sanno stare in piedi.
Le porte si sono aperte il 6 gennaio per tutti i bambini, dalla classe seconda alla nona con un’assemblea dove si canta, ci si saluta e ci si comunica il tema dell’anno. I piccoli di prima elementare sono stati accolti il 7 gennaio. Un giorno speciale tutto per loro. Il loro primo giorno è importante e vanno accolti per bene. Arrivano con i genitori che li accompagnano in classe, dove la loro nuova maestra li accoglie.
Hanno trovato una scuola bella, ordinata e pulita: “fare cose belle che educano alla bellezza della vita” perché “only wonder knows”. Mi avevano molto colpito queste parole espresse da Don Mattia, responsabile della Scuola, durante l’assemblea dei soci di aprile. Aveva aggiunto: “La nostra missione? Esporre i bambini a così tanto bene da portarli a farlo loro stessi, in futuro, fuori. Farli stare in familiarità con gli adulti. Al centro la persona e l’esperienza del bello, del buono, del vero e del giusto” questa la ricetta. “I bambini che frequentano la scuola oggi un domani saranno genitori, cittadini, politici, dottori, ingegneri”, aveva aggiunto don Mattia.
Alla domanda di una persona presente “Se tu dovessi andare via, se la Congregazione dovesse andare via, i laici saranno in grado di continuare?”, la risposta di don Mattia è stata: ”Se ogni giorno saprò consegnare tutto me stesso a loro, questo sarà possibile. Per questo ogni lunedì vedo il Preside e il Vicepreside, e loro fanno lo stesso. Passare il testimone, creare una comunità che mantenga, che sostenga le opere”.
Del resto come è nata la scuola? Chiedo a don Mattia. La scuola è nata semplicemente perché i parrocchiani volevano un luogo dove educare i propri figli in modo cattolico. Il parroco di allora, don Alfonso, prese sul serio questo desiderio e fondò un asilo, l’Emanuela Mazzola School, dal quale col tempo prese forma la scuola primaria, la Urafiki Carovana School. Tutto è nato da Emanuela Mazzola, una ragazza di venti anni che studiava architettura a Milano e che morì in un incidente d’auto. Il suo sogno era costruire ponti in Africa. I suoi genitori allora contattarono don Alfonso per donare i soldi della polizza di Emanuela. Così effettivamente un ponte fu creato tra Italia e Kenya. Possiamo ben dire tra terra e Cielo.
Federica Barile


