L’orizzonte è la vita, volti e testimonianze
dei protagonisti della scuola

“E’ un viaggio. Tutto stava accadendo con una ragione, altrimenti non sarei qui. Solo lo stupore conosce” Così uno studente della Urafiki Carovana School descrive l’avventura del suo percorso scolastico. Gli fa eco il racconto di un papà, deluso dalla scelta di una scuola che precedentemente non aveva risposto alle sue aspettative. “Prima di andare alla Urafiki Carovana Scholl avevo grandi sogni per mio figlio. Mi sono chiesto quale fosse la strada giusta per lui. Un amico mi ha aiutato a risolvere il problema. Alla Urafiki ho incontrato degli insegnanti in grado di accoglierlo, di identificare il potenziale di questo mio bambino. Diverse modalità pensate per lui. A partire dalla musica e dal gioco” 

Veronica in sesta elementare parla della sua esperienza alla Urafiki, “Con gli insegnanti puoi parlare se hai un problema, puoi esprimere ciò che senti dentro e gli insegnanti ti capiscono” 

“La mia esperienza di bambina disabile in questa scuola è bella – afferma Jannette, di otto anni – perché tutti i miei compagni di classe mi supportano e insieme agli insegnanti sono pronti ad aiutarmi. L’ambiente è bellissimo. Tutti si prendono cura di me e mi vogliono bene, anche lo staff. Sto imparando tante materie nuove e divertenti. Pratico sport come tiro con l’arco e ginnastica, partecipo alle lezioni di pianoforte e teatro, come qualsiasi altro bambino”. 

“L’impostazione di questa scuola è diversa – chiarisce Desmond, professore della Urafiki –  seguiamo gli insegnamenti di Don Luigi Giussani che insiste sull’importanza della libertà dell’educazione. In questa scuola la libertà è educata. I bambini diventano consapevoli di quello che fanno e della loro responsabilità. Coinvolgiamo le famiglie, per costruire il regno di Dio attraverso l’istruzione”. 

 

Don Mattia, Direttore della scuola da quattro anni, sottolinea due parole chiave: amicizia ed educazione. Su rapporti significativi e sulla comunità si fonda la scuola che valorizza l’educazione della persona sulle tracce di Don Giussani e del suo testo “Il rischio educativo”. Da qui partì Padre Alfonso per rispondere all’esigenza espressa da un gruppo di genitori della parrocchia san Joseph, che chiedevano una scuola per i loro ragazzi. 

Ema Monuku, la Preside, mentre racconta come dai primi 21 studenti del 2005, anno di nascita della Urafiki, oggi gli studenti siano 614, ci svela il segreto. “La scuola vuole insegnare ed educare,” spiega “aiutare noi ed ogni persona che si unisce a noi ad essere in grado di affrontare la vita”.  

L’anno scolastico è quasi giunto al termine. Le vacanze attendono i ragazzi ma l’orizzonte a cui la comunità educante li accompagna è la vita, la realtà tutta intera.  

 

Federica Barile 

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