Un’altra costellazione è già accesa.

“Disegnare nuove mappe di speranza”. Questo il titolo della Lettera apostolica dello scorso 27 ottobre redatta da Papa Leone XIV in occasione del Giubileo dell’Educazione. Un titolo che è un invito. Il Papa ci ha ricordato, riprendendo la Dichiarazione del Concilio Vaticano II, che l’educazione non è attività accessoria, ma forma la trama dell’evangelizzazione, è il modo concreto in cui il Vangelo diventa gesto, relazione, cultura: “fa nuove tutte le cose”.

Fin dalle origini il Vangelo, continua il Pontefice, ha generato “costellazioni educative”, esperienze umili e forti insieme, capaci di leggere i tempi. Ancore di salvezza, in tempesta, e vele spiegate, in bonaccia. Un patrimonio capace di attraversare anche il XXI secolo e rispondere alle sfide più pressanti. Davanti a milioni di bambini nel mondo che non hanno ancora accesso alla scolarizzazione primaria. Davanti alle drammatiche situazioni di emergenza educativa provocata dalle guerre, dalle migrazioni, dalle diseguaglianze e dalle diverse forme di povertà. Queste costellazioni riflettono, scrive Leone XIV, le loro luci in un universo infinito. Come in un caleidoscopio i loro colori si intrecciano, creando ulteriori variazioni cromatiche.

E subito gli occhi e il cuore sono andati a Nairobi, città di contrasti dove, in un quartiere dove la povertà è quotidiana e l’accesso all’istruzione è ancora un privilegio, Don Daniele Bonanni e Don Mattia Zuliani si impegnano ogni giorno, insieme all’Associazione Zawadi ODV, per costruire un futuro migliore per tanti bambini. Una scuola inclusiva, spazi di sport e cura, dove ogni bambino possa sentirsi accolto, imparare, crescere, sostenuto da una comunità che cresce con lui. Con queste parole si apre il sito di Zawadi ODV. Vi invito a entrare e a curiosare tra i tanti articoli, le storie e le testimonianze, le foto colorate che tentano di restituire solo un riflesso della costellazione accesa dalla Luce riflessa dai sacerdoti missionari della Fraternità di San Carlo Borromeo. In Africa come in altre parti del mondo.

I carismi educativi, leggiamo nella Lettera, non sono formule rigide. La loro storia è storia dello Spirito all’opera. Stili educativi diversi che mostrano tutti una visione dell’uomo come immagine di Dio, chiamata alla verità e al bene e un pluralismo di metodi al servizio di questa chiamata. Sono risposte originali ai bisogni di ogni epoca, luminosi ramoscelli che esprimono la genealogia della concretezza, come la chiama il Papa, in cui nei secoli si è incarnata la “educazione dei poveri che, per la fede cristiana, non è un favore ma un dovere”. Ho pensato al “Rischio educativo” di Don Luigi Giussani, da cui sacerdoti, professori, personale della missione di Kahawa Sukari, amici dell’associazione, come me, hanno tratto e continuano a trarre ispirazione per la loro vita. Un carisma, quello di Comunione e Liberazione, nato e fiorito al Vento che ha soffiato forte negli anni del Concilio, aprendo possibilità nuove.

Ancora: il papa sottolinea come nessuno educhi da solo. La comunità educante è un “noi”. Studenti, docenti, famiglie, personale, pastori, società civile convergono per generare vita. Osiamo pensare alle costellazioni, suggerisce il Papa, al loro intreccio pieno di meraviglia e risvegli. In esse risiede quella capacità di navigare tra le sfide con speranza. Il mondo ha bisogno di questa forma di speranza. E ripete, con Papa Francesco, “Siate servitori del mondo educativo, coreografi della speranza, artefici credibili di espressioni di bellezza”
Aprite e sfogliate le pagine del sito: gesti, relazioni, cultura. Senza dubbio un’altra costellazione è già accesa.

Federica Barile 

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